Maryland bridge: il ponte adesivo per gli incisivi

Maryland bridge

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Tra le molte soluzioni a disposizione dei clinici per la scelta di protesi fisse e mobili, il Maryland bridge rappresenta un’ottima soluzione nei casi di monoedentulia anteriore, ovvero nel caso di perdita di incisivo centrale o laterale, sia nell’arcata inferiore che in quella superiore.

Stiamo parlando in sostanza di una protesi adesiva fissa che resta ancorata ai denti mediante due alette laterali, attaccate ai due denti contigui, definiti denti pilastro, mediante un cemento resinoso adesivo.

Si tratta di uno degli interventi in assoluto maggiormente non invasivi e conservativi, che costituisce una valida opzione, sia come provvisorio, in attesa del processo di osteointegrazione in caso di chirurgia implantare, sia come soluzione definitiva, alternativa alla chirurgia.

Cos’è il Maryland bridge

Maryland bridge

Il Maryland bridge, è un ponte dentale che, come abbiamo già detto, può essere concepito e realizzato sia come opzione riabilitativa definitiva, che come provvisoria, nel caso di riabilitazione implantare.

Tendenzialmente, questo ponte dentale viene utilizzato in via provvisoria, in attesa che si ultimi il processo di osteointegrazione, ma esistono anche situazioni in cui si può decidere di installarlo come protesi definitiva.
Stiamo parlando dei casi in cui si deve escludere la possibilità di un impianto singolo, il che può avvenire per ragioni mediche, come ad esempio la mancanza di spazio sufficiente per posizionare un impianto, o per ragioni economiche, quando i pazienti non sono in grado di affrontare un impianto dentale.

Questo particolare tipo di ponte dentale prevede il fissaggio sulle pareti posteriori dei denti residui, situati vicino ai denti mancanti, mediante cementazione adesiva.

Con questa soluzione, gli elementi di ancoraggio utilizzati da altri tipi di protesi non sono più necessari, poiché il dente sostitutivo viene incollato tramite due alette laterali ai denti pilastro, utilizzando una particolare cementazione adesiva.

Quando scegliere il Maryland bridge

Un Maryland bridge è particolarmente consigliato soprattutto per quelle persone che, per diversi motivi, hanno perso un dente anteriore.
Difatti la mancanza di un dente anteriore genera un forte impatto dal punto di vista estetico, e in questo senso un ponte dentale per gli incisivi come il Maryland bridge potrebbe davvero essere la soluzione più concreta ed efficace.

Per prassi si interviene spesso con questo particolare tipo di ponte, soprattutto sugli adolescenti e sui bambini.
Difatti è una soluzione che ha tra le sue principali indicazioni il trattamento delle agenesie in pazienti adolescenti, ovvero casi di assenza congenita di uno o più denti, che può interessare sia la dentizione decidua sia, con maggior frequenza, la dentizione permanente.

Se consideriamo che  le cause che possono portare a perdere un dente sono diverse, da una carie sottovalutata fino alla parodontite, prima di optare per tale soluzione, sarà necessario valutare lo stato di salute dei denti vicini, che dovranno fungere da pilastro, anche in funzione della causa di perdita del dente.

Ad ogni modo, suggeriamo sempre al clinico di valutare se la superficie dei denti pilastro, dovendo fungere da supporto, sia adeguata al sostegno e se sia eventualmente necessario intervenire per fare spazio alle alette di ancoraggio.

Quanto dura il Maryland bridge 

Maryland bridgeGli studi che ne analizzano il successo nel lungo periodo sono ancora pochi e i loro risultati, per quanto positivi, si riferiscono a una durata temporale relativamente breve.

La durata media di un Maryland bridge oscilla tra i 5 e i 7 anni, anche se ci sono diversi fattori che ne influenzano la durata.

Il periodo indicato infatti rappresenta la vita media di un ponte dentale in condizioni ottimali. Bisogna pertanto considerare diversi fattori inerenti sia alla modalità di installazione (perizia del medico, situazione generale dei denti vicini, qualità del materiale utilizzato) che alla manutenzione (corretta igiene orale, visite periodiche in studio per valutare anche lo stato del parodonto).

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del Maryland bridge

Nella riabilitazione delle mono edentulie anteriori, il vantaggio fondamentale del Maryland bridge risiede nel carattere estremamente conservativo di questa soluzione terapeutica.
Nessuno dei denti pilastro è sottoposto a preparazione. Oltre a rendere molto semplice l’opzione riabilitativa, ciò ne determina anche l’assoluta reversibilità.
Aspetti, questi, ancora più rilevanti se si considera che il Maryland bridge è principalmente indicato nel trattamento delle agenesie in pazienti adolescenti.

Oltre a una preparazione e realizzazione molto più agevole, il Maryland bridge metal free ( composito rinforzato, zirconia o disilicato di litio) permette anche di ottenere ottimi risultati estetici più facilmente rispetto al tradizionale Maryland bridge in metallo ceramica.

Infatti la sostituzione della sottostruttura in metallo con compositi rinforzati con fibra o ceramica elimina eventuali problemi di ossidazione o di discromie a carico dei denti pilastro e consente di modificare più facilmente le dimensioni mesio-distali e la forma dei denti pilastro.

Un ulteriore vantaggio consiste nella possibilità di effettuare riparazioni in situ, nel caso in cui ad esempio si verifichi una delaminazione del composito che ricopre le fibre o una sua usura eccessiva, questo può essere aggiunto direttamente in bocca senza richiedere decementazione.
Anche qualora si verifichi la frattura delle fibre di rinforzo, nuove fibre possono essere aggiunte direttamente in bocca senza decementare.

Ricapitolando, i principali vantaggi dell’adozione del Marylin Bridge sono:

Resa estetica elevata: grazie all’impiego di materiali metal free che riproducono il dente naturale
Soluzione conservativa: per applicarla non è necessaria alcuna chirurgia
Manufatto protesico non ingombrante e confortevole
Resistente grazie alla cementazione adesiva.
Possibilità di riparazione in situ.

Il limite principale del Maryland bridge rimane, almeno per ora, nella loro prognosi nel lungo periodo. Poiché pochi sono ad oggi gli studi sulla loro durata nel tempo, che, come già evidenziato, sono tempi piuttosto brevi, oscillando tra i 5 ed i 7 anni, a condizione che il paziente ne faccia una corretta manutenzione.

Conclusioni

Il Maryland bridge rappresenta una valida soluzione terapeutica nel trattamento delle mono edentulie anteriori, particolarmente indicato nel trattamento delle agenesie nei pazienti adolescenti.

Recentemente, il continuo sviluppo dei materiali odontoiatrici ha permesso di sostituire la sottostruttura in metallo con compositi rinforzati con fibra o materiali ceramici ( zirconio e disilicato di litio) e di realizzare Maryland bridge metal-free, migliorandone significativamente le caratteristiche estetiche e funzionali.

Indipendentemente dal materiale prescelto, noi di Dental Point riteniamo che  il Maryland bridge possa fornire un ottimo risultato estetico a fronte di un intervento estremamente conservativo e che costituisca, pertanto, un’ottima soluzione terapeutica per la riabilitazione di spazi edentuli anteriori, soprattutto in pazienti giovani.

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Questo contenuto è il frutto della dedizione con cui noi di Dental Point, che da oltre 30 anni produciamo scheletrati e protesi dentarie mobili e fisse, desideriamo diffondere informazioni utili e novità sul mondo e sulle tecnologie dell’odontoiatria moderna.

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